Se hai mai notato che la tua pelle del viso sembra più secca, più segnata o con macchie che prima non c’erano, la colpa potrebbe non essere solo l’età. Spesso è il sole. Non solo in estate. Non solo quando fai il bagno. Anche quando esci a prendere il caffè alle 9 del mattino, o quando guidi verso l’ufficio con la finestra abbassata. I raggi UV sono lì, ogni giorno, e la pelle del viso è la più esposta. Eppure, molti usano una crema solare sbagliata, o ne mettono troppo poca, o pensano che SPF 15 sia sufficiente. Ecco perché serve chiarezza: SPF e UPF non sono la stessa cosa, e capirli ti cambia la vita.
Cosa significa SPF? E perché non basta guardare il numero
SPF sta per Sun Protection Factor, o Fattore di Protezione Solare. Ti dice quanto a lungo la crema ti protegge dai raggi UVB, quelli che bruciano la pelle e causano arrossamenti. Ma non è una formula magica. Non significa che se la tua pelle si arrossa in 10 minuti senza protezione, con SPF 30 ti protegge per 300 minuti. È teorico. Perché la realtà è diversa: ti muovi, sudati, ti asciughi, ti trucchi, ti toccavi il naso. E la crema si sfalda. Quello che conta davvero è la percentuale di raggi UVB bloccati. SPF 15 blocca circa il 93% dei raggi UVB. SPF 30 arriva al 97%. SPF 50 al 98%. Sembra poca differenza? È qui che sbagli. Quell’1-2% in più significa che in un anno, in 365 giorni, la tua pelle subisce meno danni cumulativi. E quei danni, nel tempo, diventano rughe, macchie, perdita di tono. La pelle del viso non si rigenera come quella delle gambe. È più sottile, più sensibile. Per questo, l’Unione Europea classifica SPF 30 come “alta protezione” e SPF 50+ come “molto alta”. E per il viso, non c’è scelta: SPF 30 è il minimo. SPF 50+ è la norma.Ma i raggi UVA? Quelli che non bruciano, ma invecchiano
I raggi UVB fanno male, ma sono visibili. I raggi UVA? Sono invisibili. Penetrano più in profondità. Distruggono il collagene, spezzano l’elastina, causano rughe, cedimenti, macchie scure. E non ti danno mai un rossore. Per questo li chiamano “raggi silenziosi”. Ecco perché una crema solare con solo SPF non basta. Devi cercare la dicitura “a spettro ampio” o “broad spectrum”. Ma anche qui, non basta. Devi controllare il PPD, il Persistent Pigment Darkening. È il valore che misura la protezione contro i raggi UVA. La regola d’oro? Il PPD dovrebbe essere almeno un terzo del valore SPF. Se hai SPF 50, cerca un PPD di almeno 16-17. Alcuni prodotti, come Vichy Capital Soleil UV-AGE Daily SPF50+, hanno un PPD di 46. Questo significa protezione UVA quasi doppia rispetto alla media.UPF: la protezione che non ti metti sulla pelle, ma ti metti addosso
Se pensi che la protezione solare sia solo una crema, ti stai perdendo un pezzo fondamentale. UPF, o Ultraviolet Protection Factor, misura la protezione dei tessuti. Sì, i vestiti, i cappelli, le sciarpe. Un tessuto con UPF 50+ blocca più del 98% dei raggi UVA e UVB. È la stessa protezione di una crema SPF 50+, ma non si lava via, non si sfrega, non si dimentica. Ecco perché un cappello con visiera larga e UPF 50+ è più efficace di una crema riapplicata male. Il contorno occhi, le orecchie, il collo: zone che spesso trascuriamo con la crema, ma che un tessuto protegge in modo costante. Marchi come Ker-Sun offrono accessori certificati, ideali per chi passa molto tempo all’aperto, o ha una pelle sensibile. Non è un accessorio di moda. È un’arma di difesa.
Come scegliere la crema solare per il viso? Non è solo SPF
Non tutte le creme solari sono uguali. Quella che usi sul corpo può essere troppo grassa, troppo pesante, o peggio, comedogena. Per il viso, devi cercare:- Ipoallergenica: meno rischi di irritazioni, soprattutto se hai pelle sensibile.
- Non comedogenica: non ostruisce i pori. Fondamentale se hai brufoli o pelle grassa.
- Finish invisibile o opaco: non lascia un velo bianco, non lucida. Perfetta sotto il trucco.
- Con ingredienti attivi: niacinamide per uniformare il tono, peptidi per contrastare l’invecchiamento, antiossidanti per combattere i radicali liberi.
Quanta crema usare? E quando riapplicarla?
La maggior parte delle persone usa la metà della quantità necessaria. Ecco la regola: per il viso e il collo, servono circa 1/4 di cucchiaino da caffè. Non un puntino. Non due. Un quarto di cucchiaino. Se la metti a occhio, ne metti troppo poco. E la protezione scende da SPF 50 a SPF 15, o meno. E poi: riapplica. Ogni due ore. Se sudi, ti asciughi il viso, ti lavati il viso, ti trucchi di nuovo. La protezione non dura tutto il giorno. Anche se la crema è “resistente all’acqua”, non significa “resistente alla vita”. Dopo un bagno, dopo una corsa, dopo un pranzo all’aperto: riapplica. Non aspettare che ti bruci. L’effetto si riduce anche se non ti bagni. La pelle assorbe, il trucco la sposta, il vento la fa evaporare.Proteggi il viso tutto l’anno, non solo in estate
I raggi UVA non se ne vanno con l’estate. Passano attraverso le nuvole. Attraversano i vetri delle finestre. Anche in inverno, anche in città, anche quando è nuvoloso, i raggi che invecchiano la pelle sono lì. E la pelle del viso è esposta 365 giorni all’anno. Per questo, la protezione solare non è un prodotto estivo. È un prodotto quotidiano. Come il dentifricio. Come l’acqua. Se non la usi ogni giorno, il danno si accumula. E quando lo vedi, è troppo tardi.
Le innovazioni che stanno cambiando la protezione solare
Il mercato non si ferma. Oggi, le creme solari non sono più solo barriere. Sono trattamenti. Alcune contengono olio di buriti per un’abbronzatura più uniforme. Altre, come le Acque solari Lancaster, proteggono non solo da UVA e UVB, ma anche da raggi visibili e infrarossi - radiazioni che contribuiscono al foto-invecchiamento. Altre ancora integrano antiossidanti che neutralizzano i radicali liberi generati dal sole. La tecnologia Netlock di Vichy garantisce che la crema si distribuisca in modo omogeneo, senza zone scoperte. Non è più solo “protezione”. È “cura intelligente”.Se hai la pelle sensibile o acneica, cosa scegliere?
Se la tua pelle si infiamma, arrossa, o ti viene un brufolo dopo ogni crema solare, non è colpa tua. È colpa della formulazione. Cerca prodotti specifici: senza alcol, senza profumi, senza oli comedogeni. Vichy Capital Soleil Cell Protect Fluido Ultraleggero Spray SPF30 è un esempio: quattro livelli di protezione - UVB, UVA, UVA lunghi e antiossidante - con texture leggerissima, assorbimento rapido, e finitura invisibile. Non cola. Non fa bruciare gli occhi. È ideale per chi ha bisogno di protezione senza stress.La verità che nessuno ti dice
Non esiste una protezione al 100%. Neanche SPF 100. Ma la differenza tra SPF 30 e SPF 50+ non è una questione di marketing. È una questione di anni di pelle sana. E non è solo la crema. È il cappello. È l’ombrello. È il fatto di non stare al sole tra le 11 e le 16 quando è più forte. È il fatto di ricordarti di riapplicare. La protezione solare non è un prodotto. È un’abitudine. E come ogni abitudine, va fatta bene. Ogni giorno.SPF 30 è sufficiente per il viso?
SPF 30 è il minimo accettabile, ma non è ideale. Per il viso, che è esposto ogni giorno, SPF 50+ è la scelta migliore. Blocca quasi il 98% dei raggi UVB, contro il 97% di SPF 30. La differenza sembra piccola, ma nel tempo riduce significativamente il danno cumulativo che causa rughe e macchie. Inoltre, SPF 50+ è associato a una protezione UVA più robusta, soprattutto se ha un PPD alto.
Cos’è il PPD e perché è importante?
PPD (Persistent Pigment Darkening) misura la protezione contro i raggi UVA, quelli che invecchiano la pelle. Non è indicato su tutte le confezioni, ma è fondamentale. La regola è: il PPD dovrebbe essere almeno un terzo del valore SPF. Se la crema ha SPF 50, cerca un PPD di almeno 16-17. Prodotti come Vichy UV-AGE Daily SPF50+ hanno un PPD di 46, che significa protezione UVA superiore alla media.
UPF e SPF sono la stessa cosa?
No. SPF misura la protezione delle creme solari contro i raggi UVB. UPF misura la protezione dei tessuti (cappelli, sciarpe, magliette) contro UVA e UVB. UPF 50+ blocca più del 98% delle radiazioni. È un complemento perfetto alla crema solare, soprattutto per il contorno occhi, il collo e le orecchie, zone che spesso trascuriamo. Non si lava via, non si sfrega. È protezione passiva, ma costante.
Devo usare la crema solare anche d’inverno?
Sì. I raggi UVA penetrano attraverso le nuvole e i vetri. Anche in inverno, mentre guidi o sei alla finestra, la tua pelle è esposta. Il danno da raggi UV è cumulativo. Non aspettare che ti scotti. Se vuoi evitare rughe e macchie, proteggi il viso ogni giorno, senza eccezioni.
Quanta crema devo mettere sul viso?
Circa 1/4 di cucchiaino da caffè per viso e collo. È più di quanto pensi. Se la metti a occhio, ne metti troppo poco. E la protezione scende drasticamente. Per essere sicuro, usa il metodo dei punti: metti cinque punti di crema - fronte, naso, mento, due guance - e stendili bene. Non saltare zone, nemmeno le orecchie o il collo.
Le creme solari per il viso fanno venire i brufoli?
Solo se sono formulate male. Le creme solari per il viso moderne sono spesso non comedogene e ipoallergeniche. Cerca prodotti specifici per pelli acneiche o sensibili, come Vichy UV-Clear SPF50+, che controlla il sebo senza ostruire i pori. Evita creme troppo grasse, con oli minerali o profumi. La texture leggera e il finish opaco sono segni di una buona formulazione.